STORIA
Primo libro
di una dilogia, "Il cromosoma grigio" ha al suo interno una quantità
rilevante di critiche e di temi: dall'assetto politico a quello
culturale, da quello etico, al comportamento sociale, omosessuale,
alla religiosità, all'espressione dei bisogni umani. L'ironia
che riveste tutto il libro, frutto di quasi 4 anni di lavoro in
poco più di 200 pagine, esprime forse il pieno criticismo
dell'Autore.
La storia si svolge in tre parti:
nella prima di queste, un gruppo di ricercatori si trova in Cina
a dimostrare che la storia della civiltà cinese è
derivata da quella europea. Ovviamente è solo un pretesto
che ci porta a conoscere i vari personaggi che sono rivestiti
di tutte le nevrosi possibili. La seconda parte ci porta a conoscere
un artista in Italia che, cieco, è contorniato da bellissime
donne e il cui nome e la cui valenza diventa chiara nell'ultima
parte in cui, in un ricevimento a casa di una personalità
importante, si studia l'invenzione del millennio: una macchina
totale che nessuno sa a cosa serva. La macchina intesa come un'estensione
dell'essere umani ma, esattamente come una parte umana, è
affetta dalle stesse complicanze umane: il mondo dell'uomo che
ruota eterno sotto i canoni di una natura che, comunque non si
riesce a spiegare appieno ma che sappiamo essere densa di leggi
rigide e immutabili.
PERSONAGGI
- Alessandro
Marx: giovane, bello, ribelle, studioso di semiotica e filosofia,
laureatosi all'Università di Roma e fidanzato di Cécile,nonché
appartenente scomodo al gruppo dell'"Oriente Espresso";
decide all'improvviso di sparire per ritrovare se stesso.
-
Marie-France: sorella di Cécile, molto bella ed avvenente,
gestisce un bordello in Cina ed invita tutto il gruppo dell'"Oriente
Espresso" per una riunione nella quale ritrovare finalmente la
sua amante Mme. Natureé.
- Cécile:
sorella di Marie-France, ragazzina innamorata di Alessandro Marx,
fresca e con tutte le anomalìe della sua giovane età.
- Arganta:
cugina di Marie-France e Cécile, innamorata di un certo
Tiepolo, inventore strampalato, alla fine diventa anch'essa amante
di Alessandro Marx.
- "Oriente
Espresso": gruppo di studiosi riunitosi in Cina, crede di dimostrare
la provenienza della cultura cinese da quella europea, invece
agisce sotto questa parvenza scientifica per operare un grande
piano di complotto anarchico ai danni dell'intera umanità.
I suoi componenti sono diversi e ricoprono le varie aree della
terra.
- Mme.
Natureé: transessuale elegante e perfida, innamorata di
Marie-France, non coronerà il suo sogno d'amore per via
degli assurdi episodi in casa della sua amata; componente essenziale
dell'"Oriente Espresso".
- Ottavio
Blissani: artista geniale, scrittore cieco con strane manìe,
si circonda di donne bellisisime e stravaganti innamorate di lui;
una volta amante della duchessa Sempione ha avuto da lei un figlio
che però non conosce.
- Clara
Sempione: duchessa amante in passato di Ottavio Blissani, con
il quale ha avuto un figlio, Bimbo Bu, organizza un party in cui
spiegare la strana macchina inventata dal figlio; invita per l'occasione
il fior fiore del mondo accademico ed artistico del suo tempo.
- Bimbo
Bu: figlio della contessa Sempione, bambino geniale ed intelligentissimo,
di cui si narra solo nel libro, ha inventato una macchina enorme
nei sotterranei della villa della madre e nessuno sa a cosa serva,
alcuni la chiamano Maquina Totàl.
- Signor
B.: personaggio in ombra, parvenza del filosofo Benedetto Spinoza,
nonché ateo e critico, partecipa ad una serata in cui spiegare
il significato della Maquina Totàl.
- Conte
F.: marito di Marie-France, abile affarista e losco individuo
falsamente nobile, vive in Cina. Amante di una certa Oliva, in
gioventù amata, scopre di avere avuto da lei un figlio.
- Professor
K. von P.: eminente studioso e scienziato che prova a disquisire
delle sue tesi a casa della duchessa Sempione.
BRANI
I
brani che seguono contengono linguaggio per adulti
[...]
Volare con la mente è attraversare uno spazio cugino agli
elettroni - lontano anni dal credere comune - eoni costruiti sui
falsi giudizi.
Dunque... soglie del Duemila,
attendete che il corpo di questo errante vagabondo semaforico
vi spieghi la sua parte nell'immenso stronzare!
Aspettavo uomini - - - la mia
auto rotta come me - - - preso da ipnotiche spirali nero bianco
nero bianco bianco. Newton. Bianco. Palazzo della mia civiltà
del lavoro.
Sottese da sempre toniche visuali
sensitive marmoree biaccate dell'enorme cubside rischiarato dai
neon quando sembravano muoversi le statue apposte da immemore
sotto i tanti archi perfetti smoggati dalle auto sfreccianti sotto
Magliana millimetricamente ma gli occhi diecidecimati si attivano
in istanti quando si inoltrano nell'improbabile e nelle assurde
illusioni.
Tesi dei cerebralisti della cognizione-coglionizione!
Quanta ragiooone a volte su questo
argomento. Quanta ragione su questo/a pianeta e c'è chi
piange!
Oltre il movimento anche una luce
improvvisa (la lacerazione velata sotto sotto qualche gonna di
una dea non donna regnante sull'inavvertito): torna indietro alle
mie radici - dolce male: adorato dolore che sorgi nella vita:
tumefazione! visita del rigido illusorio!
Tutti quei corpi freddi inumani
nonanimali malvivi vanno nelle quattro direzioni da dove erano
piazzati dal cubo-con-le-volte verso viale Europa (chi verso il
Palazzo dei Congressi (o verso la metro (altri alle nuove fratte
di Palombini) tra i cipressi) e i vecchi alti pini).
Neppure i loro occhi di vetro
hanno sentimento - non incazzati né calmi non adulti
non bambini: senza tempo e come questo è il nostro movimento.
Uno d'essi estrasse dal vocabolario
delle parole seriate nella mia storia un nome - desider/io - l'essenza
vitale non soltanto appartenente alle cose.
Puro come la pietra - liscio quanto
i cristalli reticolati e regolari - possente alto sei tu. Nudo.
Penso a quanti sbagli la cultura
(la religione (la televisione dei comuni immortali (la cortese
attenzione))).
Sempre meglio vedere il bello
piuttosto che dannarsi dentro inutilmente. Sempre meglio toccare
il bello piuttosto che vederlo. Il bello come il niente: sempre
meglio il niente di un Tutto immobile.[...]
[...]
Nella sua stanza Tiepolo si stava preparando per andare a letto.
Non era affatto stanco ma non poteva pensare che il suo incontro
con Madame si era risolto così come se l'era proposto.
Le donne non lo interessavano per il corpo: egli era sinceramente
innamorato di Arganta ormai da sei anni e in sei anni mai una
sola volta avevano fatto all'amore, solo qualche pomiciata, baci
a volontà. D'altronde lei era perfetta e pura. Lui doveva
soltanto creare invenzioni e bearsi del suo amore. Bastava. Certo,
dal punto di vista sessuale la cosa non lo preoccupava: la masturbazione
era solo un evento raro e quando accadeva lo faceva soltanto per
calmare i suoi sfoghi verso Arganta. Aveva inventato anche un
marchingegno semplice ma abbastanza comodo all'uso, anzi decise
che lo avrebbe tirato fuori dalla valigia e l'avrebbe usato. Tanto
era quasi eccitato. Lo installò, ce lo mise dentro e, spenta
la luce, nel silenzio interrotto dai tuoni in lontananza, si mise
a godere soddisfatto della propria passione meccanica, addormentandosi
pian piano. [...]
[...]
Dunque, mettiamola così: il fascismo non esiste più,
il comunismo non esiste più ma esistono la destra e la
sinistra, giusto? E quando fascisti e comunisti si scornavano
insieme, ammazzando e scorreggiando, c'era sempre la destra e
la sinistra no? Quindi non è cambiato nulla. Abbiamo soltanto
dimenticato Sorel, Gramsci, Popper e i dodici professori universitari.
Ricordiamo solamente Marxleninmussolinihitler: a loro imputiamo
i cambiamenti del mondo. Mah. Dal fronte religioso: Cristo - se
è nato e morto - ha decretato l'inizio e la fine del cristianesimo.
Quello che c'è stato e che c'è oggi è solo
l'emulazione ambiziosa di un senso primitivo dell'uomo, la risposta
pragmatica ad una incoscenza egoistica primordiale che lotta con
una sensazione di tremenda vendetta, allontanando per sempre la
lotta di classe dal suo grembo: voler essere a tutti i costi Dio
oppure volere Dio prostrato ai nostri piedi e, quindi, costretto
ad abbassarsi a venire sulla terra. Peccato che il senso logico
di questa trasposizione inconscia dell'umanità occidentale
si trovi - inspiegabilmente - a dover fare da baluardo spartiacqueo
tra quello che vuole la mia mano destra e quello che vuole la
mia mano sinistra. Tutte e due in fondo toccano il culo di qualche
bella donna. Il vero dramma è che il cattolicesimo travestito
con i fumenti del giusto Cristo (per loro) faccia solo il gioco
di nascondere le giustificazioni dei fantasmi del nostro secolo
nero e del nostro secolo rosso. La Chiesa trasparente come il
nostro governo. Mi prendi in giro? [...]
[...]
“Allora concorda con il fatto che la ragione è l'unica
soluzione a tutte le problematiche umane.” “No, signor Pasecale,
non credo: la ragione è limitata e non è infinita,
non potrà mai esserlo e perciò non comprenderà
mai l'infinito, ammesso che esista. Essa è fallibile e
neppure possiamo usarla come fondamento di un'etica, poiché
se nell'etica essa può fare moltissimo, di certo non può
fondare valori, dovuti alla comunanza tra questa e le nostre esigenze
nel vivere quotidiano. L'intelligenza non coincide con l'intelligibile,
via! E anche i concetti superiori, ordine, perfezione, bellezza.
Quale bellezza? Non c'è come metro di paragone neppure
la materia morta. L'homme machine è una possibilità,
di certo non quello di La Mettrie. Misura e quantità, ecco
il fondamento della moderna scienza.” [...]
[...] “Non
è solamente la religione che si basa sull'assoluto ma anche
la scienza, il vivere di tutti i giorni. C'è bisogno di
nuove idee e di un pensare diverso che metta in evidenza non l'instabilità
ma la necessità che, attraverso continui cambiamenti, abbiamo
la facoltà di rilevare delle costanti fittizie che ci possono
dare la felicità. Infatti la felicità è il
vero fine dell'uomo: persino nella meditazione esiste il senso
della felicità, persino nella flagellazione esiste il perverso
senso di provare la felicità attraverso il sadico piacere
di essere flagellati. Nessuno è immune alla felicità
ma difficile è esserne toccati. Credere non rende felici
poiché non bisogna lottare per esserlo e chi crede si adagia
sul proprio assoluto senso di felicità e non vede che,
invece, è infelice.” [...]
[...]
“Non badi a lui, don Livio: l'ateismo aleggia diffusamente tra
la gente oggigiorno. Sentiamo l'opinione del professor K. von
P. su queste ultime parole invece.” “Non proseguo affatto questa
discussione dottor Ristle, poiché è il cavallo di
battaglia della bimillenaria (e oltre) storia dell'impossibilità
cristiana di godersi la vita...” “Edonista.” “Materialista.” “...piuttosto
la ragione e la teologia sono due campi d'indagine separati, ciascuno
secondo me con i suoi canoni e le sue leggi, ma che tra di loro
non hanno nessun collegamento. Non so come spiegarvi, come tra
la mente e il corpo non c'è relazione perché l'uno
non influisce sull'altro e viceversa, oppure come la teoria dei
tipi in cui ciascun tipo è indipendente dall'altro. Non
so, provate a leggere la “Logica della Religione” e vi renderete
conto che si può benissimo fare una teoria di qualsiasi
cosa con proprie leggi funzionali.” in quell'istante il professor
K. von P., tra una trave del soffitto e un intarsio in legno sintetico,
vide un buco nero. Completamente nero. Provò un brivido
strano e stette in silenzio per un attimo osservando i volti dei
presenti. Nessuno si era accorto di quel fatto e pensò
che dovesse essere stanco. [...]
[...] Esiste
un chiasmo tra noi.
Indica la via della memoria
da seguire, un chiaro vortice
di elleniche sensazioni,
per tornare a pensarsi.
O giostrarsi tra calorici
capi fiammanti di vergogne
e di nascoste abitudini.
Possiamo precipitare bene
lungo ogni cruda scarpata
e risvegliarci marmo o pietra;
oppure ghermire gli inutili dèi
che servono a ristorare l'animo
più di una gazzosa fresca
d'estate.
Farsi un mazzo per mangiare la
sera
e augurarsi che il mondo tremi
per il vigore dell'inumanità.
I morti sono una faccia
di un'immota medaglia
che mi tormenta da sveglio:
sogni lontani miglia
marine, storia di sempre.
E allora uccidersi e basta
senza pensarci su né dire
fare o baciare, lettera
o testamento, senza anime
già lette, senza lamento;
ma voler vedere l'ultimo momento.
[...]
[...] “Che
cazzo credi di fare con quel bastone, piccola troietta assetata
di sborra? Vieni qui che te lo ficco in fregna!” “Dio mio, hai
del sangue sul vestito in pelle nera! Dev'essere di quella donna
di sicuro!” e sferra un colpo violentissimo sulle palle del poveraccio
(ho pena degli uomini in questi casi anche se sono assassini:
sarà un effetto fobico) facendolo piegare in un atroce
dolore. Mentre si contorceva, Leila pensò che quell'individuo
avrebbe fatto la sua fortuna poiché se la duchessa sapeva
che era stata lei a trovarlo le avrebbe finanziato il suo prossimo
film “Aveva la parrucca nuova” di cui disponeva già di
soggetto e sceneggiatura: quasi un old queery movie. Tuttavia
la psicopatogenicità di una persona fa cadere ogni tipo
di razionale stabilità per cui prevalse in lei il sadico
gusto di punire quel losco individuo (il quale nel frattempo non
aveva smesso di maledirla in ogni lingua del mondo) piuttosto
che semplici calcoli economici. Leila Stivala iniziò a
dargli giù con il bastone di ferro spezzandogli tutte le
ossa del corpo. Ci vollero più di sette minuti per farlo
fuori e pochi sprazzi di sangue. Pochi pochi che non sporcarono
neppure i mobili. [...]
MUSICHE
Il CD con
la colonna sonora originale è stato composto durante il
1998/99 e si basa sulla storia dell'"Ottativo del diamante in
cannella", primo libro de "Il cromosoma grigio". Consta di 12
brani ed è stato autoprodotto in tiratura limitata di 50
copie (SIAE) in occasione della presentazione del libro il 3 dicembre
1999.
Le musiche sono campionature modificate
sperimentali, elettroniche, in cui l'editazione è stata
eseguita presso lo Studio Adelante
con la collaborazione di Adelchi Battista.
Ciascuna delle 12 tracce è
ispirata ad un personaggio o ad un capitolo del libro.
Potete ascoltare due brani in
formato mp3:
- La
città dei morti (track 2)
- Cardo
(track 12)