Interviste: "Luthor Spinoza" di Manuela Corti e Gianni Actis Barone
Foglio
Spinozi@no: Come nasce il progetto Luthor
Spinoza?
Corti/Actis
Barone: Il progetto Luthor Spinoza nasce dall’esigenza
degli “accantonati” di far valere ragioni, anche metafisiche, e dunque
indimostrabili, che mettano in relazione la percezione sensibile con l’immaginazione.
Una dimostrazione, lasciata alla scienza, di quanto non conosciamo è
cosa vecchia. Ma, appunto, il delegare alla scienza che verrà, senza
aggiungere altro, è generico e insoddisfacente. Mentre, nel caso
di Luthor Spinoza, lo scienziato dà prove più che mai esaurienti
di come avvengano i miracoli. In particolare, mi sento molto afflitto dalle
continue peregrinazioni di GP II (nel romanzo “Antropoeccentrico”, di cui
Luthor Spinoza fa parte, la figura del Pontefice Rosso di Climax nega le
forme di bontà gratuita, generalizzata, per sondare meglio lo spirito
dei gruppi che la carità cristiana tende a uniformare). Per dirla
alla Bateson, Luthor Spinoza ha subito l’effetto della schismogenesi culturale.
Come “accantonato” consapevole cerca di rientrare nelle forme accettate
con un’ipotesi a effetto: mettere in relazione tre miracoli arcinoti con
la scienza esatta. Ciò che la scienza non riesce a spiegare, dice
Luthor Spinoza, non è la moltiplicazione dei pani e dei pesci, né
l’acqua che si tramuta in vino, né la risurrezione. Semmai, aggiunge
Luthor Spinoza, sarebbe stato più opportuno che Cristo avesse reso
intelligente un cretino (miracolo che Luthor Spinoza avrebbe comunque spiegato
basandosi sulle manipolazioni genetiche). In pratica, la necessità
di Luthor Spinoza è quella di non essere uniformato. Ma anche quella
di non essere “accantonato”. Lo scienziato vede il pericolo nella Chiesa,
nella sua rinascita controriformista (e solo nelle intenzioni parlate paleocristiana
o pauperocristiana), negli eventi faraonici - di piazza, che sfrutta fino
all’indicibile) e vede il pericolo nello Stato che usa canali ancor più
insidiosi e alla paura dell’aldilà oppone la paura del presente
e della miseria. Certo, si tratta di analisi mirate ma generiche nelle
quali il sincretismo pare non avere una collocazione. Ma chissà
che il più noto Baruch non abbia influenzato Luthor attraverso un’infusione
di conoscenza intuitiva?
Foglio
Spinozi@no: Le connessioni con Spinoza quali
sono?
Corti/Actis
Barone: Una prima connessione è che
Benedetto Spinoza fu un “accantonato”. E’ vero che rifiutò una cattedra
di filosofia all’università di Heidelberg ma è anche vero
che la scomunica e l’espulsione dalla comunità giudaica dovevano
averlo reso molto scettico in fatto di libero pensiero. Da aggiungere,
anche se non è una novità, che se la pubblicazione del Tractatus
fu merito del suo protettore de Witt, la mancata pubblicazione dell’Ethica
fu macchinazione ecclesiastica sotto la guida di d’Orange. Certo non posso
dire che Benedetto Spinoza cercò pubblicamente dei rientri ad effetto,
come Luthor, ma devo constatare che gli effetti erano comunque evidenti
nella sua analisi di filosofo.
Un’altra
connessione è la metafisicità dei due. Da una parte, Luthor,
si ostina, come tanti, a cercare una ragione nell’imperscrutabile. Dall’altra,
Benedetto, rifiuta la rivelazione divina della Bibbia e, allo stesso tempo,
afferma che solo la conoscenza intuitiva esprime il punto di vista di Dio.
Interessante è anche notare certe riflessioni cartesiane approposito
della poesia (dell’arte in genere) che pure rientrano negli studi di Spinoza.
Aggiungo
che non sono filosofo, né storico della filosofia, ma solo cultore
della materia. Quando, però, mi entusiasmo (essere in Dio, qui,
è quanto mai appropriato) approposito di un filosofo (o di uno scienziato,
o di uno scrittore) non faccio altro che ritornare su certi particolari
di quegli scritti che più mi hanno colpito e credo sia evidente
una sorta di metabolismo interiore che, nel caso di Spinoza, coincide col
secondo anno di liceo.
Foglio
Spinozi@no: Quali i progetti futuri?
Corti/Actis
Barone: Il romanzo “Antropoeccentrico” è
stato adottato come libro di testo sul postmoderno italiano presso l’Accademia
di Bologna. Non è che ami essere etichettato in questo modo ma non
posso negare il piacere che ho quando vedo che la lettura del mio ultimo
romanzo subisce impennate eccentriche. Inoltre, verso metà gennaio,
per la Bollati Boringhieri uscirà un testo di Tommaso Ottonieri
(“La plastica della lingua”) su otto scrittori italiani. Inutile aggiungere
che sono presente in quel saggio (pena la constatazione di arteriosclerosi).
Da
sette mesi, circa, sto [Actis Barone, ndr] scrivendo un romanzo sulla collocazione
dei pensieri preminenti dovuti alle democrazie preminenti. Non è
che abbia idea, esattamente o distrattamente, di cosa parlerà il
mio nuovo romanzo; ma ho idea delle insofferenze che mi provocano le culture
predominanti. Penso alla democrazia come a una forma perniciosa di dittatura.
Ovviamente non amo le dittature ma amo, ancor meno i dittatori democratici
(che non sono Principi illuminati). Dunque, il mio nuovo romanzo avrà
come possibile tema il tentativo di determinare la vita passando attraverso
i temi che più s’intrecciano nelle diverse comunità: cibo,
denaro, sesso. Ritengo, fin d’ora, che il mio tentativo sia fallito ma
non posso fare a meno di esorcizzarlo attraverso la scrittura.
In
visto c’è anche un programma televisivo sulla provocazione comportamentale.
Il sito Passages è stato realizzato sui testi di “ANTROPOECCENTRICO” a cura di Manuela Corti con 23 artisti internazionali per la Mostra “La Coscienza Luccicante”, Palazzo delle Esposizioni, Roma 1998, Catalogo: Gangemi Editore (Roma-1998)
Referenze:
http://www.cassiopea.it/passages
la
‘Nota a monte di pagina’ su Luthor Spinoza è alla pagina:
http://www.cassiopea.it/passages/manu13.htm
e
seguenti