Le ossa di Cartesio. Una storia della modernità

Written by Foglio Spinoziano on . Posted in blog

E’ noto che Cartesio morì in Svezia, alla corte della giovane regina Cristina, l’11 febbraio 1650. E’ poco nota la storia di ciò che accadde ai suoi resti mortali, mentre la storia della filosofia lo ha celebrato come il capostipite del pensiero moderno. Infatti spesso si ricorda il pensiero dei filosofi e non molto della loro vita; anzi in genere non si ricorda nulla del destino che le spoglie del pensatori abbiano avuto. Il singolare libro di Russell Shorto, giornalista americano nonché storico della filosofia, Le ossa di Cartesio. Una storia della modernità, racconta come un romanzo le vicissitudini delle ossa del celebre pensatore francese. Traslate addirittura tre volte, viaggiarono dalla Svezia alla Francia per sei paesi, per restarvi sepolte in quest’ultima ma nel 1819, ad opera di una ennesima visita da parte dei professori dell’Accademia delle Scienze di Parigi che vollero studiare le caratteristiche mortali (come se esse potessero aver dato esse l’origine al pensiero di Cartesio), con sorpresa si accorsero che mancava il teschio, la parte immaginata forse più importante del corpo. Era l’epoca in cui vigeva la credenza che un uomo fosse assassino in virtù della particolare forma del cervello e quindi era naturale che scomparisse il teschio di uno dei più grandi filosofi amati (ed odiati) della modernità: la filosofia darà a lui il merito del dualismo mente-corpo. Strano che non fosse successo per Spinoza, forse il filosofo più odiato di sempre ma forse per questi era meglio la sepoltura e l’avvio alla dimenticanza, secondo coloro che lo avversavano. Non possiamo stupirci quando anche per Einstein si studiò la grandezza della materia grigia una volta morto. L’interesse per la materia è grande quanto quello per lo spirito. Shorto illustra però un quadro della situazione in Europa nel diciassettesimo e diciottesimo secolo, dandoci anche la soluzione a questo strano enigma. Ne viene fuori un quadro umano e storico affascinante, con personaggi famosi noti ed altri meno e con spunti di riflessione in cui Cartesio ci appare molto più umano di quanto i testi accademici possano farci conoscere. Soprattutto aprendoci la mente su come sia nato il pensiero contemporaneo, sulle nostre angosce e sui nostri dubbi.
Le ossa di Cartesio. Una storia della modernità
di Russell Shorto, traduzione di I.A. Piccinini
Longanesi, collana Il Cammeo, 2009, pp. 291, euro 17,60

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