"BARUCH SPINOZA E L'OLANDA DEL SEICENTO" DI STEVEN NADLER
La ricostruzione della vicenda intellettuale, politica e umana di uno dei filosofi piú radicali del pensiero occidentale.
Baruch de Spinoza (1632-77),
figlio di un importante mercante della comunità ebraico-portoghese
di Amsterdam, era uno degli allievi piú dotati della sua scuola.
Ma qualcosa accadde quando aveva ventitre anni - non sappiamo se in modo
repentino o graduale -, qualcosa che comunque portò alla piu severa
scomunica mai pronunciata dai capi della comunità sefardita di Amsterdam.
Spinoza prese le distanze dalla comunità - e alla fine dal giudaismo
nel suo insieme - diventando uno dei piú importanti e celebri filosofi
di tutti i tempi, e di sicuro uno dei personaggi piú radicali e
controversi della propria epoca.
La trasformazione (se
di questo si trattò) del comune ragazzo ebreo - che vive, perlomeno
in apparenza, nella piú assoluta ortodossia e si fa notare forse
solo per la propria intelligenza - in filosofo iconoclasta è una
trasformazione della quale purtroppo non sappiamo, e con ogni probabilità
mai sapremo, nulla. Disponiamo solo del documento di cherem, pieno di ingiurie
e di maledizioni, che fu stilato per l'occasione dai reggenti della comunità.
Filosofo morale e metafisico,
pensatore politico e religioso, esegeta della Bibbia, critico della società,
intagliatore di lenti, commerciante fallito, intellettuale olandese, ebreo
eretico. Se la vita di Spinoza è tanto interessante, ciò
è dovuto anche ai diversi contesti, a volte contrastanti, in cui
si trovò a operare: la comunità di immigrati portoghesi e
spagnoli, parecchi dei quali un tempo « marrani», rifugiati
in seguito nella nuova repubblica olandese, ricca di opportunità
economiche; la politica turbolenta e la lussureggiante cultura di questa
giovane nazione, che alla metà del XVII secolo conobbe la sua età
dell'oro; e, non ultimo, la storia stessa della filosofia.
Basato su rigorose ricerche
d'archivio, Baruch Spinoza di Steven Nadler - piú che un semplice
resoconto della vita del filosofo olandese - introduce il lettore nel cuore
dell'Amsterdam ebraica del XVII secolo e nel tumultuoso mondo politico,
sociale, intellettuale e religioso della giovane repubblica olandese.
L'interrogativo che sta
al fondo dell'indagine dello studioso americano è il seguente: in
che modo i diversi aspetti della vita di Spinoza - il suo sfondo etnico
e sociale, il suo esilio e la sua posizione intermedia tra due culture
totalmente differenti, quella della comunità ebraico-portoghese
di Amsterdam e quella della società olandese, il suo
sviluppo intellettuale,
le sue relazioni politiche e sociali - contribuirono a disegnare il profilo
di uno dei pensatori piú radicali della storia? E, accanto a questo,
un altro interrogativo, di carattere piú generale: che cosa significava
essere un filosofo e un ebreo durante l'età dell'oro della repubblica
olandese?