Recensione di Annamaria Celin: “La scienza intuitiva di Spinoza” di Paolo Cristofolini

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Recensione di Annamaria Celin

Un itinerario monografico che tiene insieme una raccolta di saggi, testimone di una ricerca svolta nell’arco di un decennio, ricerca un obiettivo preciso: la scienza intuitiva  e la specificità di questo genere di conoscenza  scientifica, e quindi essa non é mistica della mente, né sapienza in senso antico, ma scienza in senso moderno.

Argomentate in nove sintesi, le linee di approccio alla questione riassumono una conclusione: la conoscenza di terzo genere è conoscenza scientifica e al tempo stesso è diversa dalla scienza normale.

Centrale nel testo la connessione tra scienza intuitiva e scienza politica. L’argomento procede dal “Trattato sull’emendazione dell’intelletto”, dove Spinoza già dichiara quale sia l’obiettivo concretamente realizzabile per l’uomo, poiché  raggiungere la condizione essenziale al fine della scienza intuitiva è la socialità. Perfezione e realtà si identificano e l’opera di emendazione dell’intelletto e lo sviluppo del conoscere è funzionale a ciò che l’uomo ha di connaturato con Dio, l’intelletto, poiché è così immediatamente unito a lui che non può né esistere né essere compreso senza di lui.

La scienza intuitiva o terzo genere di conoscenza decodifica espressioni apparentemente avverse alla ragione, realizza la perfezione della natura umana, abbraccia e affonda le sue mani nell’ “immaginazione libera”, realizza la connessione con il tutto, le sue singole cose, le sue leggi necessarie.

“Immaginazione libera” e scienza, è in questi due luoghi dove avvengono affondi illuminanti fra loro differenziati, che la ricerca svolta in questo testo all’impianto teorico spinoziano, pone alla scienza intuitiva il suo obiettivo: gli attributi e la natura umana, l’infinità delle espressioni modali degli infiniti attributi, il loro infinito rapportarsi, la loro infinita deduzione, una infinità di transizioni.  Non uno statico, rarefatto, contemplativo, gradino all’apice della conoscenza ma operazione simultanea che si attua in un intendere, che accoglie l’infinita ricchezza e potenzialità immaginativa. Non un modello scientifico ma il fondamento di un modello scientifico, senza il quale, nella sua superficiale estraniazione, la scienza rimarrebbe all’interno di uno sterile percorso di progresso cumulativo unilineare poiché: “ è dalla necessità della natura che devono derivare infinite modalità di progresso scientifico, non una sola.”.

È  l’inesauribile serbatoio delle differenze e delle varianti l’universo dell’immaginazione e cioè vi è una realtà effettuale, una realtà in transizione alla quale attingere per capovolgere fissità e istanze umane superstiziose, le stesse che innalzano muri a difesa di supposti confini geografici e che costringono dentro agli stessi la nostra intelligenza e la nostra vita.

Irrinunciabile la lettura e lo studio di questo testo, poiché nel segno e nell’intendere di Spinoza, riesce ad allargare i limiti e le motivazioni dell’intendere dell’uomo.

La scienza intuitiva di Spinoza, di Paolo Cristofolini

ETS edizioni, 2009

ISBN 978-8846724342, 151 pp.

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