Resoconto della presentazione del libro “The Vatican Manuscript of Spinoza’Ethica”

Written by Foglio Spinoziano on . Posted in blog

Lunedì 14 Novembre presso l’Istituto Olandese di Cultura in Roma, si è tenuta la presentazione del libro “The Vatican Manuscript of Spinoza’s Ethica”, a cura di Leen Spruit e Pina Totaro sulla base del recente ritrovamento presso la Biblioteca Apostolica Vaticana diretta da Monsignor Pasini di un testo autografo di Spinoza dell’Ethica. La presentazione è stata organizzata anche per presentare le varie problematiche sulla datazione del documento, per cui è stato invitato il dr. Piet Steenbakkers il quale ha introdotto con il suo intervento “A new source for the text of Spinoza’s ethics: the significance of Vatican Manuscript” questo argomento. Il piccolo manoscritto è stato confrontato con la calligrafia di Spinoza (in particolare alcune lettere, la E e la F) trovata in alcune copie commentate dallo stesso Spinoza, dalle lettere (in particolare la Lettera 28). Verso la fine del 1677 circolavano già alcune copie manoscritte dell’Ethica. Il 4 Settembre 1677 Niels Stensen (1638-87) scrive “un forestiero luterano (sicuramente per conto di Tschirnaus) portò un manoscritto senza dirmi di chi fosse [...] e poi da esso intesi quando confessava di esserne Spinoza l’autore [...] Porto sempre appresso a me il manoscritto affinché nessuno lo possa leggere”. Una nota del 23 Settembre 1677 apposta alla fine del manoscritto attesta copn calligrafia dello stesso Stensen il suo possesso per quella data. C’è da dire che Spinoza sembra non revisionasse il suo test, già concluso entro il 1675: il 5 Luglio 1675 infatti Spinoza termina l’Ethica e ne invia una copia ad Oldemburg, della quale però non si sa più nulla. Tuttavia la presenza del manoscritto attesta che potrebbe essere precedente a quella degli Opera Posthuma, come affermato nell’intervento di Omero Proietti dell’Università di Macerata, “Sulla datazione della “copia Van Gent” dell’Ethica. Problemi, ipotesi, prospettive”, in cui prende in esame la datazione facendo una analisi molto precisa. Secondo Proietti la copia si situa nel periodo fra il 29 Marzo 1677 e il 15 o 20 Agosto 1677, cioè tra la data in cui gli amici di Spinoza decidono di pubblicare le opere e dalla lettera di Stensen che attesta di aver ricevuto da Tschirnaus la copia del manoscritto. Leen Spruit ha riferito come è venuto in possesso del manoscritto, riferendo che di questo non era possibile sapere della sua presenza poiché, prima del 1922, alcuni volumi che si trovano attualmente nella Biblioteca vaticana erano celati nella Biblioteca della Congregazione della Fede. Inoltre, circa un anno fa, ikl manoscritto era sfuggito poiché era stato catalogato come “Tractatus Theologiae”, col chiaro intento di nasconderlo, intitolato così magari proprio da Stensen. Pina Totaro ha esposto alcuni dei personaggi chiave della vicenda fra i quali appunto Stensen e Albert Burgh, allievo di Spinoza e convertito alla fede cattolica. La domanda che si pone Pina Totaro è: perché Tschirnaus ha consegnato quella copia a Stensen? Quali erano i suoi fini? Domanda alla quale, per ora, è difficile rispondere e sulla cui risposta si possono azzardare solo ipotesi. Forse perché Stensen, essendo stato nominato vescono dell’Europa del Nord, avrebbe incontrato Leibniz e gli avrebbe potuto consegnare quel testo ma Leibniz già conosceva in gran parte l’Ethica e quindi non ce ne sarebbe stato bisogno. Questo sarebbe suffragato dal tentativo di Schuller di vendere (tra il 21 Febbraio e il 29 Marzo 1677) una copia dell’Ethica a Leibniz ma poi successivamente gli scrive (il 29 Marzo 1677) dicendo che non può più farlo perché sarebbe stata stampata nelle Opera Posthuma. La ricerca continua…

In basso nelle foto: Pina totaro nel suo intervento.

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