Spinoza e Vasco Rossi

Written by Foglio Spinoziano on . Posted in blog

Da Repubblica di oggi, 30 maggio 2008 (ma anche nel Corriere di oggi): Il nuovo Vasco Rossi che questa sera effettuerà nello spazio fieristico, a pochi metri dal mare, la data zero del nuovo trionfale tour negli stadi (debutto all’ Olimpico di Roma, il 29 maggio) cita Spinoza e Pirandello. «Spinoza» sentenzia Vasco, «diceva che chi detiene il potere ha bisogno che le persone siano affette da tristezza. Noi invece portiamo un po’ di gioia». E poi ripetutamente si paragona a Vitangelo Moscarda, il protagonista di Uno, nessuno e centomila, volendo dire che lui è tutti e nessuno, che se le sue canzoni piacciono è perché interpreta il sentire della gente. La citazione del cantante forse è frutto del rinnovato interesse del Filosofo olandese riguardo le sue massime sulla libertà civile e dell’individuo all’interno di uno Stato ma la sua interpretazione abbisogna di un chiarimento. In questo caso ci si riferisce alla seguente considerazione: Spinoza ritiene che la tristezza sia un passaggio da una maggiore ad una minore perfezione dell’uomo e che quindi le passioni che si riferiscono alla tristezza sono sempre dannose e cattive, specialmente perché non seguono la ragione o il senso civile. Se chi ha il potere è guidato dalla ragione e cioè dalla facoltà che permette al’uomo di conseguire la libertà dell’animo, secondo il Filosofo, farà sì che il popolo sia affetto da maggiore perfezione, cioè da gioia, letizia; tuttavia se chi governa il popolo è affetto da un sentimento negativo, di tristezza, di malcostume o di cattiva guida, allora seguirà che anche il popolo riceverà questa tristezza. Il ragionamento spinoziano è dettato dall’uso della ragione. Secondo il cantante si percepisce una sensazione di disagio contemporaneo in cui il popolo non è contento, è triste, affetto da emozioni negative anche se – ricordiamo – non si può imputare al solo governo dello Stato. Il concetto che un domani chi governa secondo saggezza, secondo la ragione e non secondo i propri interessi o le proprie emozioni, conceda la stessa saggezza al popolo è l’ideale spinoziano della governabilità di uno stato. Spinoza, nel suo Trattato Politico ha delineato i caratteri di uno stato tirannico che pensa solo ai propri interessi e non a quelli dell’intera comunità. Purtroppo proprio quando intendeva terminare quest’opera parlando dello stato democratico la morte sopravvenne improvvisa, impedendogli di terminarlo ma troviamo le sue idee specialmente nell’ultimo capitolo del Trattato Teologico-Politico, dove si parla della libertà in uno stato civile e democratico. L’uomo solo così sarà libero in una società.

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Comments (1)

  • Anonimo

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