“Storia politica della moltitudine. Spinoza e la modernità”

Written by Foglio Spinoziano on . Posted in blog

Come afferma Roberto Ciccarelli in La mente comune della moltitudine in Spinoza, “L’insieme di questi elementi [cervelli materiali, corpi fisici, ambienti tecnologici e istituzioni politiche, NDR]formano la complessa politica della moltitudine. In questo articolo ci atterremo al rapporto tra la mente e il corpo della moltitudine descritto nell’Etica e del suo rapporto con la teoria del diritto della moltitudine il quale nel Trattato politico (II, 17) viene definito “dalla potenza della moltitudine”. Questa potenza proviene da un “diritto comune”, un diritto cioè di coloro che “sono guidati da una sola mente” (TP, II, 16). La connessione tra Mens e Multitudo permette dunque agli uomini di utilizzare secondo ragione il loro pensiero e di farlo contemporaneamente nella moltitudine. La mente della moltitudine segna il passaggio da una mente privata, ricavata dall’antico modello privatistico e astratto dell’anima smaterializzata, ad una mente comune che riflette l’idea di una mente ormai nel mondo e del mondo che l’individuo incontra nelle istituzioni, negli strumenti tecnici, nella connessione tra le singolarità che compongono la moltitudine stessa”. Il tema della multitudo è fondamentale nella teoria politica spinoziana e non a caso in questi ultimi anni sono comparse pubblicazioni e seminari che ne prendono atto: ad esempio il bel volume di Vittorio Morfino Il tempo della moltitudine. Materialismo e politica prima e dopo Spinoza (Roma, Manifestolibri, 2005) che raccoglie gli atti di un convegno del 2005 tenutosi a Bologna proprio su questo argomento oppure dell’altro testo di Filippo del Lucchese Tumulti e indignatio: conflitti, diritto e moltitudine in Machiavelli e Spinoza (Milano, Ghibli, 2004). In quest’ottica di interesse è stato appena pubblicato dalla casa editrice DeriveApprodi a cura di Filippo del Lucchese Storia politica della moltudine. Spinoza e la modernità “un libro dedicato allo spinozismo, alla sua tradizione politica e alla sua posta in gioco nella storia del pensiero, cui prendono parte alcuni dei più significativi studiosi di Spinoza contemporanei. Concetto chiave dell’approccio a Spinoza è quello di moltitudine, che diviene non solo il principio di una nuova forma di vita politica, ma anche di una inedita possibilità di pensare il soggetto e l’individuo. Un principio di unione, di alleanza e cooperazione, un principio di conflitto, di resistenza e di guerra. Queste sono le coordinate di quell’anomala figura dell’antropologia e della teoria politica moderna che si chiama spinozismo e che gli autori di questo volume sono chiamati a indagare.” Gli interventi a riguardo sono di Laurent Bove, Filippo Del Lucchese, Juan Pedro García del Campo, Augusto Illuminati, Nicola Marcucci, Warren Montag, Vittorio Morfino, Antonio Negri, Aurelio Sainz Pezonaga, Hasana Sharp, Aris Stilianou, Ted Stolze, Riccardo Verni, Stefano Visentin.

Filippo Del Lucchese (a cura di), Storia politica della moltitudine. Spinoza e la modernità
pagg. 208
€17
ISBN 978-88-89969-89-2

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